“Il cane non è un puffo”

Avete mai avuto un cane?
Uno tutto vostro eh, non “il cane di mia madre” o quello che tenete segregato in cortile ché “è abituato a stare fuori perché è un po’ selvatico” (breaking news: se prendi un cane e lo molli in un cortile dalla mattina alla sera da solo, di sicuro non diventerà il re dei social network canini. E sì, corre il rischio di diventare una bestia incazzosa e frustrata. Ed è colpa tua, imbecille, “il cane ha il suo carattere” funziona solo dopo che l’hai educato). E guardare due puntate di Dog Whisperer non farà di te Cesar Millan.

Un cane tutto tuo è una grande responsabilità: non arriverei a paragonare la cosa all’avere un figlio di “proprietà”, ma è sicuramente una cosa impegnativa. Soprattutto se, come il mio, viene dal canile e ha una storia difficile.

Ecco. Quando ho preso la mia, soffriva di una forte dissenteria dovuta al caldo (era fine luglio) e alla delicatezza del suo intestino: per farla breve, evacuava come un drago in forme difficilmente racimolabili dai marciapiedi o dall’asfalto al punto che, di notte, uscivo come un ladro con un secchio d’acqua nella vana speranza di ridare dignità a una via che rischiava di diventare la più grossa fogna a cielo aperto dell’era moderna (se volete potete buttare delle virgole a caso nel periodo precedente a questa parentesi. Così, per darvi un po’ di fastidio nella lettura…).

Dopo mesi di lotta, si ristabilisce una flora batterica e intestinale che manco il bifidus actiregularis (anzi, “brrrifidus”:  se becco gli autori dell’agenzia di questa pubblicità, li rapisco e li sevizio per almeno una settimana). E vi assicuro che entusiasmarsi per uno stronzo a forma di stronzo, non è il massimo. A meno che non vi chiamiate Gianni Morandi.

Il cane non è un bidone di compostaggio dove buttare tutti gli avanzi della tavola o quello di commestibile che ci passa per le mani. Il cane ha bisogno di un’alimentazione corretta, come noi, solo che ce ne sbattiamo il cazzo il più delle volte. Della nostra. Ma, almeno personalmente, non di quella del cane.

Il problema è proprio qui: quando sei col tuo cane in luoghi dove “gira” del cibo. La colazione al bar del mattino è l’esempio lampante. Ogni tanto qualcuno ci prova ancora. E allunga un tocco di brioche farcita senza chiedere, senza permesso, senza informarsi: c’è questa abitudine medievale di allungare il “boccone” al cane.

Cazzo, no. E allora lì conto fino a due millisecondi ed erutto un poderoso verso gutturale simile a un “no” e mi mummifico in un’espressione di disapprovazione mista a fastidio. Ovviamente, vengo squadrato come se fossi un kapò, con facce incredule che sembrano dire “ma qual è il problema? Stavo solo dando mezzo chilo di panetto di burro imbevuto nel cacao e nella marmellata! Tutta salute! Mio nonno ne ha cresciuti 150 di cani così!” – salvo poi omettere che i 150 cani hanno vissuto tre anni (“eeeeh, un brutto male se l’è portato”) ed erano dei barili pelosi più simili a insaccati che a canidi (“ma erano simpaticissimi e intelligentissimi”). Immagino.

P. S. “Il cane non è un puffo” è una frase che ho sentito veramente uscire dalla bocca di un addestratore – dal look “fascio-oriented” – in un centro “specializzato”: era il preambolo delle “intenzioni” e degli “obiettivi” del corso, mentre tutto intorno degli uomini carichi di testosterone cercavano di ammansire dobermann di cinquanta chili a ginocchiate nelle costole. “Quello che vedete non è quello che sembra”, ha chiosato il fascistello.

Eh sì, il cazzo.

3 commenti

Archiviato in Ucciditi

3 risposte a ““Il cane non è un puffo”

  1. nikazzi

    Ti stra-quoto fratello. Ti capisco. Vengo additato sempre come il “cattivo” che non vuole dargli da mangiare. Che fastidio.

  2. luciferasi

    Guarda, sfondi una serie di porte aperte che pare la pubblicità dell’Égoïste.

    In ogni caso io sostengo da anni che il possesso di un cane (ma anche un gatto) dovrebbe essere possibile solo dietro test attitudinale preciso. Ci vorrebbe una patente, anche per l’animale domestico, perché per ogni padrone di cane che si comporta male, ne vengono messi in cattiva luce dieci che si comportano bene. Però devo dire che a me chiedono sempre “posso dargli un po’ di [cibo malsano]?” prima di proporlo al mio cane, quindi benché in questo post ci siano tanti fastidi paralleli (quello dell’addestratore fascistello è una meravigliosa categoria che tratto anche io (http://variegatoallamarezza.blogspot.it/search/label/Pit%20bull%20portati%20a%20spasso%20da%20teste%20rasate), quello della gente che propina schifezze al mio cane senza prima chiedere il permesso, non mi è ancora accaduto.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...