Vibrato con smadonno

C’è gente che ha una qualche buona scusa per essere mezza sorda. Per dire, Pete Townshend e Ozzy Osbourne hanno speso gran parte della loro esistenza di fronte a casse che sparavano volumi insani e illegali, sono più che giustificati. E sono pure dei vecchi.
Io sono un filo sordo perché ho una vista eccellente, solo quattro decimi sotto, e quindi tutto si compensa, come nei super eroi. E nei ciechi. E pure nei super eroi ciechi. Ma non è questo il fastidio del giorno, perché il fastidio del giorno ha a che fare con le orecchie e con la musica, s’era capito. O meglio: ha a che fare con il fastidio più fastidioso (da Top Ten Generale del Fastidio per quello che mi riguarda) che può scombiccherare la giornata di chiunque vada in giro con un walkman. No okei, con un lettore musicale personale. Con un lettore MP3. Con un iPod. Con un iPhone per Dio, va bene!

Succede tanto più spesso se non siete tra coloro che, a fronte di 300 Euro di lettore o 700 di telefono, fanno i micragnosi quando si tratta di spenderne almeno 40 (non dico 100, di Euro) per gli auricolari. O delle cuffie lontanamente decenti, che peraltro non sono quelle con i teschi del menga che vanno forti forti tra i giovani. Ecco, quindi se siete dei pezzenti e vi tenete le cuffiettine pezzenti che vi danno dentro, allora vi sarà successo un tot di volte: l’auricolare che trema. Vibra. Si agita. Si scuote. Tremola come un dannato. Sugli alti e sui bassi, toglie lentamente ma inesorabilmente quel poco di voglia di sopravvivere che contraddistingue ogni giusta andata verso il luogo di lavoro o il fatiscente istituto scolastico.

Si tratta, è chiaro a tutti, di un fastidio ben peggiore rispetto al semplice “mi si è scaricato il lettore”, perché lì di dubbi e di possibilità non ne hai. O ci tieni un libro nella borsa/zaino, o inizi a fissare il tizio che si controlla l’alito dopo essersi palpato il sotto ascella, seduto al posto di fronte. Con l’auricolare vibrone invece te ne stai lì, a chiederti se magari cambiare disco possa aiutare… se tutto sommato sia possibile proseguire, continuare ad ascoltare, illudersi sul senso giusto e gaio dell’esistenza… e allora continui. Ti fai del male, senti male della roba che pure ti piace e in una dimensione più giusta ti avrebbe fatto sentire meglio. Così fai male a te stesso e pure alla musica, tanto da sentirti in colpa.

Rimani con una sola certezza: dover cambiare gli auricolari, ma te ne ricorderai solo e sempre dopo averli infilati nuovamente, in attesa del treno/autobus/metropolitana. Lontano dal negozio adatto. E il pensiero corre alla madre.

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