Il pasto di traverso

La nostra supporter morale e lettrice accanita (o anche no) Palletta ci invia un delicato fastidio a base di gente che sta peggio. Riceviamo e, come da consuetudine, pubblichiamo. (Zave)

Anche a costo di sembrare impopolare (ma tanto questo è un blog sul fastidio, cioè, dai, non rompete i coglioni) io devo confessare di non avere molta pietà per la gente che chiede l’elemosina per strada. O meglio, attenzione, io non sopporto e detesto quelli che per ottenere qualche moneta non si accontentano di fare leva sul tuo buon cuore, ma sono disposti e decisi a farti sentire proprio una merda e a rovinarti la giornata. Mi riferisco a quelli che, infingardi, si posizionano di fronte ai ristoranti e ai supermercati e che ti assalgono quando esci o mentre mangi (se stai fuori) e ti chiedono soldi sottintendendo “Hai appena fatto la spesa, è OVVIO che hai qualcosa da darmi/Stai per spendere quindici euro per una pizza, sarai mica così vacca da non darmene un paio?”.
Ora, io lo so che è da stronzi incazzarsi se un affamato ti chiede del cibo, ma potrò anche avere il santissimo diritto di mangiarmi una pizza senza sentirmi obbligata a dare un euro a TUTTI i tizi che vendono rose per sentirmi a posto con la coscienza? No, perché in base a cosa a uno la compro e all’altro no? Quindi o mi preparo a spendere dieci euro minimo in rose o gira e rigira sono stronza uguale.

Senza contare che, personalmente, dopo essermi beccata da protagonista la seguente scena di fronte al supermercato non voglio più avere pietà per nessuno:

Faccio la spesa e compro generi di prima necessità tipo pasta, detersivi e altre minchiate poco commestibili o che necessitano di cottura (tipo la pasta, appunto) e DUE yogurt.
Mi ferma un ragazzo fuori dal supermercato, è un po’ sfacciato, mi chiede di dargli dei soldi e quando gli dico che non ne ho perché ho pagato con il bancomat (ed era vero, ma ti pare che mi devo pure giustificare e raccontarti i cazzi miei?) mi risponde che sarebbe il caso di dargli qualcosa di quello che ho comprato. Il tono era perentorio, mi ha quasi intimorito, prendo i due vasetti di yogurt e, scioccamente, mi viene in mente di separarli e dargliene uno così l’altro avrei potuto mangiarlo a colazione il giorno dopo. Il simpaticone mi ferma “no, no, dammeli entrambi che uno lo do a una mia amica”.
No, davvero, ma che scherziamo? Ti faccio un favore e non sei soddisfatto?
Ma non sapevo che il bello doveva ancora venire: “AH MA E’ ALL’ANANAS? NON NE HAI UNO ALLA PESCA?”

Senti, ma perché non te ne vai a fanculo?

P.S. se all’ora di cena vi ritrovate nei pressi della statale (Milano) e vedete un tizio appollaiato in un angolo vicino al take away indiano che dà su corso di Porta Romana, spendete due euro per comprargli un rotolino al pollo. è la mia buona azione settimanale/mensile/whatever ogni volta che passo di lì in orario pasti e lo vedo.

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