La spesa deficiente

Approfitto del sabato per affrontare questo argomento pruriginoso: la spesa settimanale durante l’ora di punta o, come da titolo, la spesa deficiente. La spesa deficiente è l’esatto opposto della spesa intelligente – quella che fai al martedì mattina insieme a pochi pensionati (ma tu hai il vantaggio della velocità nei movimenti e di un cuore ben funzionante) – un po’ come le vacanze intelligenti, ma con meno allegria. La spesa deficiente va fatta rigorosamente il sabato pomeriggio in un orario compreso tra le 17:02 e le 19:55 presso un grande supermercato.

Ora, mi duole ammetterlo, ma faccio parte della schiera degli spesatori deficienti. Non esattamente per scelta, ma perché quello è l’unico giorno che ho per poter condividere con la dolce metà l’emozione di notare che un ciuffo di basilico costa talmente tanto che conviene comprare il pesto pronto, per scoprire insieme che se il taleggio dop è in offerta c’è un motivo, perché non arrivo agli scaffali alti, perché non so capire cosa sia davvero conveniente in base al rapporto costo/peso, per poter funzionare in due come una perfetta catena di montaggio al momento della disposizione degli articoli sul nastro trasportatore e poi dentro al sacchetto o nel carrellino degli anziani (momento fondamentale, qui si spiega il perché), per non dover sopportare da sola il peso della spesa ai tempi della crisi o il peso della spesa e basta.

Per svariate ragioni, valide più o meno quanto la mia, una buona parte della cittadinanza milanese si reca in quello stesso supermercato mio, alla stessa ora mia, esprimendo con brio ed imprevedibili variazioni sul tema l’essenza della follia metropolitana. Ognuno ha il suo stile, la sua tattica. Diciamo che si parte dall’ingresso, dove il giudice fischia lo start ed i concorrenti di ogni nazionalità si procurano il carrello. I più sgamati usano la tecnica della monetina: “Signora se le do un euro mi dà il suo carrello?” e taaaak, superano gli altri poveri stronzi facendo il gesto dell’ombrello. Gli sprovveduti usano i cestini, scomodi da cinque generazioni. I punti critici lungo la serpentina dei corridoi sono sicuramente l’angolo delle uova, gli scaffali della carne e la salumeria. I concorrenti dell’Argentina sono in testa ma attenzione, segue lo Sri Lanka che non scherza mica! Insomma, pare Giochi Senza Frontiere. Ma con le frontiere.

Durante la spesa deficiente capita spesso di rischiare la vita, falcidiati da un carrello in corsa o da un attacco improvviso di claustrofobia o magari per cause naturali durante la fila alla cassa. Però la fila è divertente perché si può giocare al tetris umano e soprattutto perché si può assistere ad ogni forma di litigio possibile ed immaginabile tra persone civili. Durante la spesa deficiente si raggiungono altissimi picchi di civiltà, la spesa deficiente è per gente sveglia che sa come muoversi con un carrello, che non inchioda per pensare ai Dialoghi intorno ai massimi sistemi con cadenza regolare di dodici secondi, che è sempre disposta a spostarsi e a far passare l’altro in evidente difficoltà, che insomma rende assolutamente piacevole un momento che, altrimenti, rischierebbe di diventare un incubo.

E pensare che esistono persone che rinunciano alla grande avventura della spesa al sabato pomeriggio ed ordinano le provviste online. Incomprensibile.

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