Gli addetti spampa

Lasciate ogne speranza, voi ch’ entrate a far parte della mailing list di un addetto stampa. Poco importa che non abbiate mai chiesto di ricevere ogni santo giorno delle inutili email per essere informati su ogni evento di Sant’Agata dei dolori abbacchianti (ME) o di Roncolate sul Pacco (BS), perché loro DEVONO mandare le loro mail a CHIUNQUE.

Iniziano chiedendoti l’amicizia su facebook e continuano mandandoti timidamente qualche mail per sondare il territorio. Alcuni, più svegli, colgono immediatamente il senso del tuo “Sembra interessantissimo, ma non so cosa farmene dei comunicati stampa né ho a chi girarli…”. I più tenaci si arrenderanno solo dopo una cortese richiesta di implosione da parte tua, magari scusandosi per il malinteso. Ma i veri scassaminchia continueranno imperterriti a mandarti i loro comunicati stampa, senza nemmeno degnarti di una risposta, a guisa di bot rincoglioniti. A me arrivano un sacco di comunicati stampa via mail. Generalmente impiego tra i 2 ed i 3 secondi per cestinarli. A volte decido di perdere un po’ di tempo e spiego con pazienza “Caro collega, ti ringrazio per la comunicazione ma non è di mio interesse…”, ma così, senza crederci davvero.

Poi però succedono quelle cose che ti fanno venir voglia di ingaggiare una battaglia personale (o un sicario). È andata così: un bel giorno scopro il blog di una giornalista precaria col prurito al culo che decide di mettere su un blog alla buona per lamentarsi delle ingiustizie che subisce e cose del genere. Le mando una mail per segnalare un problema “tecnico” del blog, di visualizzazione dei contenuti (e lo so, me la sono un po’ cercata, ma come facevo a sapere che si trattava di un’addetta stampa?). Mi risponde facendo una menata sul giornalismo che non vai avanti senza le raccomandazioni e senza affatto rispondere alla mia segnalazione o sistemare il problema col blog ( e qui intuisco: non sa usare la piattaforma) e finisce apparentemente lì. Dopo qualche settimana, iniziano ad arrivarmi dal suo contatto inquietanti mail: “ricordo che questa mattina al Circolo Pickwick alle ore 11:30 si terrà la Conferenza stampa di presentazione de “La donna perfetta” un testo ispirato a Jean Cocteau che indaga sulla psicologia femminile”.  Dopo averne ricevute una decina e dopo aver chiesto di essere tolta dai contatti della mailing list e che dev’esserci stato un equivoco perché davvero, io al momento non lavoro per nessun giornale e non saprei proprio che farmene, e dopo aver constatato che i comunicati continuavano ad arrivare senza soluzione di continuità (anzi, al frenetico ritmo di 1 al giorno), decido di rispondere con tutta la grazia e la pacatezza di cui sono capace, sperando però di far capire, tra le
righe, come la penso:

Ma quand’è che torni disoccupata o che vai a lavorare sul serio (tipo a spurgare le fogne) così non mi rompi più i coglioni con questi tuoi comunicati stampa? In che lingua devo dirtelo che non mi interessa riceverli? Sei almeno capace di modificare la lista dei destinatari e togliere il mio indirizzo? Inizio a sospettare che no, non ce la fai. Allora impara come si fa, così lo aggiungi all’enorme bagaglio di esperienze di altissimo livello che c’hai. 

SPAM! Giù nel cestino.

ps: ovviamente i comunicati stampa continuano ad arrivare nella cartella “Spam” e le maledizioni da parte della sottoscritta a sbocciare come fiori a primavera.

2 commenti

Archiviato in Danni fisici, Invaders

2 risposte a “Gli addetti spampa

  1. Io sono nelle mailing stampa di almeno una venti-trentina di uffici, quindi direi che ti capisco (anche se nel mio caso, le ricevo per lavoro e su espressa richiesta). Alcune mailing addirittura non si degnano manco di scriverti il testo nella mail, comunicandoti soltanto che è disponibile il PDF sul loro sito.

    Ora che ci penso, devo aggiornare le regole della cartelletta “Stampa” (che altro non è che un semi-anagramma di “Spam”).

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