Fastidio giovanile sui mezzi di trasporto

Succedono cose, quando il tempo passa. A qualcuno capita di sopravvivere all’adolescenza e di imbattersi in un’attività redditizia quanto basta per provvedere alle bollette e ai calzini e alle merendine Kinder e a tutte le altre varie ed eventuali del logorìo della vita moderna, per dire. Se è successo anche a voi, vi capiterà anche di alzarvi presto e di saltare sul tram. Che so, 5 giorni su 7? A meno che l’attività redditizia in questione non consista nell’essere Woody Allen (e allora i fastidi son altri) non c’è scampo: l’uffizio vi attende.

E allora nel produttivo mattino lombardo io esco dal nido, percorro qualche decina di metri, aspetto alla fermata per un numero di minuti ragionevole, salgo sul bus e mi preparo alla pugna. Io sono un condensato di consapevole neorealismo, gastrite, caffeina, iPod inutilizzabile e segni del cuscino sulla faccia: loro sono le scarpine nuove, lo zainetto, Moccia, Justin Bieber, la voglia di vivere.

I nemici.

Sulle scarpine nuove e sulla voglia di vivere, nulla da dire, e Moccia lo ometterei che poi divago. Lo zainetto che mi arriva sulla rotula puntuale come la morte, però, è un’altra storia. M’imbizzarrisco, mi giro, ma il proprietario dello zainetto sta già provando le suonerie del cellulare. Che a parte che io nei miei tempi giovani cercavo di schivarle a ogni costo, le telefonate altrui, ma provare le suonerie e/o ascoltare Fabri Fibra a volume imbarazzante con il microaltoparlante scoreggino del telefonino anche no, è un po’ troppo. Sopporto, non ho alternative. Sono circondata.

Io sono gregaria, i nemici si muovono in branco e stazionano davanti alle porte. Non si entra, non si esce, non c’è speranza, noi non passeremo. Io e gli altri matusa li marchiamo stretti, strisciamo negli angoli, sgomitiamo per obliterare il biglietto, ma il branco resta unito, granitico come il gel sui loro capelli. Ci sarebbe la musica, per coprire i discorsi dei nemici (stay tuned: in arrivo approfondimento sul fastidio telefonico), ma i’iPod oggi è scarico, tragicamente scarico. Un altro punto in meno. Vorrei sacrificare una vergine, per non ascoltarli, ma è lontanuccio l’asilo nido, metti che poi faccio tardi, quindi mi godo un’antologia di prodezze sessuali di classe A. Età media dei nemici e delle nemiche: seconda media.

Penso a prati verdi e coniglini morbidini e mi rilasso, è quasi ora di scendere, la gente si disperde, MA un nemico interagisce. Mi fissa da lontano in una specie di duello alla Sergio Leone, smanaccia, reclama la mia attenzione, mi indica qualcosa. Ha il microcappellino sospeso sul testa, il boxer in vista, lo zainetto, l’acne d’ordinanza, è perfetto. Vuoi soldi, giovane? Vuoi tabacchi, giovane? Sorprendimi.

– Si vuole sedere, signora?

Quando si dice overkill.

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