Affrontare la pizza 101

Quando ho provato a lamentarmene ad alta voce, i miei compagni di tavolo mi hanno guardato un po’ male e un po’ “hai rotto il cazzo”. Non perché lo abbia davvero rotto, ma perché, loro, sono persone ignobili, questo è ovvio. Mi lamentavo di come Tizio due posti più in giù stesse affrontando la sua pizza, una semplice, placida e onestissima margherita. Nemmeno di quelle margherite brutte e siliconate, cotte un po’ come capita e destinate a un lungo iter che dalla trachea parte e fuori dalla trachea, verso l’alto, si completa. No, quella era proprio una discreta margherita, perché in quella pizzeria ci andiamo spesso e volentieri. Ha anche delle porzioni che definire generose sarebbe eufemistico, dato che metterebbero alla prova un Galeazzi qualsiasi.

Quella pizza, in particolare, è piuttosto bassa e mediamente croccantina: insomma, pizza amorevolissima, magari incapace di fissare negli occhi una di quelle a cornicione possente e mozzarella di bufala propria della Bella Napoli, ma insomma… tutt’altro che sgommolosa. E allora perché cavolo la stai letteralmente strappando con la forchetta? Ogni tanto viene da non pensarci, ma le posate avrebbero anche un loro utilizzo. Certo che vengono vendute senza istruzioni, ma solo perché questo bel mondo ottimista ancora si illude e vive credendo nella buona educazione impartita dai genitori. Però è facile, lo giuro, si taglia col coltello e si infilza con la forchetta. Perché dilaniare una pizza innocente?

Non è abbastanza. Il tizio (e ce lo so che non si guarda nel piatto altrui, ma non raccontiamoci fregnacce che son le dieci di mattina) ha anche il cattivo gusto di disconoscere la forma-fetta. Ora, da che mondo è mondo (o almeno da che pizza è americana e da che tartaruga è ninja e mutante), la pizza è riconoscibile in due forme: intera e circa-tonda o suddivisa in si-spera-succulenti fette. Quindi partire dal centro, per strappare pezzi come se non esistesse un domani, trucidando il concetto di fetta e lasciando un frisbee di crosta con niente proprio in centro, mi arreca proprio danno morale.

E non ho manco accennato a quelli che la piegano a metà su se stessa. Ohé, puppatevi il calzone allora!

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