L’invidia del pene

Invidio molto chiunque possieda un pene. Il pene è pratico, il pene è un potenziale attrezzo contundente, un amico fidato, un passatempo, un diversivo, è anche un doccino portatile, con un po’ di fantasia; ma soprattutto un pene ti permette di pisciare mantenendo la posizione verticale. Molti si chiederanno: ma è così importante poter pisciare stando in piedi? E io rispondo: avete mai provato a guardare dentro un bagno pubblico (o collettivo) utilizzato dalle femmine?

Esatto, noi femmine che in casa abbiamo le manie di persecuzione, guai al detentore di pene che osa non riabbassare la tavoletta, e puliamo utilizzando l’acido muriatico, e stiamo attente alla goccia neanche fosse un potenziale fattore di rischio d’esplosione nucleare. Ma fuori casa, oh, fuori casa. Se invece voi uomini solo sapeste. Non capisco, non ho mai capito né mai capirò la ragione per cui una donna non possa costruire un fantastico copritavoletta sterilizzato (perché in fondo è giusto rendere la vita difficile ai bacilli, lo ammetto) con i miliardi di fazzoletti e salviette che tiene sicuramente in borsa – e se non le ha, le avrà sicuramente l’amica che aspetta fuori dal bagno*, non si scappa.

Per poi magari poggiarsi un minimo o quanto meno garantire il decoro che ogni cesso merita. E invece no, cheschifo! Il cesso è sporco! Ma chi l’avrà sporcato mai, con quale astruso metodo? E allora si entra in un loop fatto di doloroso e precario squat durante la minzione, con le conseguenze che vi lascio immaginare. Anzi, non ve lo lascio immaginare, ve lo dico direttamente: le donne pisciano senza nemmeno provare a centrare la parte cava della tazza. Come se fosse un cesso alla turca, forse un po’ peggio. Per non parlare delle fantasiste. Quelle che cercano di beccare solo i bordi della tazza, ad esempio, o quelle che si ribellano al sistema e pisciano direttamente per terra.

Insomma, oltre a dover stare attenta a dove metti le mani e le cosce devi stare attenta, letteralmente, anche a dove metti i piedi. E così sei costretta a danzare nel lago dei cigni. E tra un equilibrismo e l’altro pensi che il tuo essere nata donna ti abbia privato anche di questo altro piccolo vantaggio, poter pisciare in piedi senza essere costretta a chinarti, almeno quando sei lì, sola con la tua vescica capricciosa. E invece no.


*personaggio tipico delle escursioni femminili ai bagni pubblici; compare in numero variabile, da un minimo di una ad un massimo di sei.

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Archiviato in Danni fisici, Donna follia, Imprecisioni

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